PANNELLI
SINOTTICI

I pannelli sinottici (a volte chiamati anche quadri sinottici) rappresentano una parte fondamentale della plancia comandi di un’imbarcazione, o di un generico pannello di controllo per macchine CNC o macchine utensili.

Cos’è un pannello
sinottico?

il significato della parola ” sinottico ” è: riepilogato in forma di sinossi, secondo un criterio schematico che consente una rapida visione e acquisizione mnemonica dei problemi, degli aspetti e dei dati fondamentali di una data materia.

E’ quindi chiaro come questo tipo di pannelli debba dare tutte le informazioni necessarie a colpo d’occhio, in un lasso di tempo molto breve e in maniera inequivocabile. Diventa perciò fondamentale la stretta collaborazione tra il progettista o il designer del prodotto a cui è destinato il pannello e chi lo realizza materialmente; va quindi trovata la giusta combinazione tra fattibilità tecnica e l’esigenza stilistica.

Quale tipologia di pannello sinottico scegliere?

Con le tecnologie in nostro possesso siamo in grado di realizzare un pannello sinottico sia utilizzando dei materiali metallici (come l’acciaio o l’alluminio), oppure virare su materiali plastici (plexiglass, policarbonato, ABS, ecc…) o una combinazione di entrambi come il dibond.

Un ulteriore materiale che può essere sfruttato è il carbonio, soprattutto in ambito navale, con spessori che vanno dai 3 ai 5 mm in genere. Nel caso in cui ci interessasse l’aspetto estetico della finitura carbonio, ma volendo ottimizzare il costo complessivo, si può utilizzare un pannello con una base in alluminio, accoppiato con solamente pochi strati di fibra di carbonio, mantenendo quindi lo stesso spessore della soluzione in carbonio massello. Questa soluzione di pannelli sinottici è detta carbon look.

incisione laser su particolare in acciaio

In entrambi i casi siamo in grado di fornire differenti finiture: sia il carbonio twill che carbonio plain.
Alcune particolari finiture esteriori possono essere raggiunte tramite il processo di cubicatura, detta anche stampa ad immersione, che è un metodo per applicare dei disegni stampati a superfici tridimensionali tramite l’utilizzo di apposite pellicole e reagenti chimici. Tuttavia questa particolare tecnica di personalizzazione può essere perfetta per effetti simili radica o carbonio, ma per avere una piena libertà consigliamo di optare per una stampa diretta, che non ha limiti dal tipo di finitura, ed è esente da costi d’impianto.

Anche i pannelli rack rientrano a pieno titolo all’interno della categoria dei sinottici; indipendentemente dagli elementi grafici che verranno realizzati, di fatto si tratta di mantenere le classiche misure standard moltiplicato per il numero di unità (2U, 3U, ecc..).

Indipendentemente dal materiale scelto per il progetto, sono diverse le lavorazioni che posso essere eseguite, come ad esempio l’incisione laser, per ottenere la massima indelebilità e longevità delle grafiche, piuttosto che un fondo verniciato sul quale applicare poi una stampa serigrafica, o digitale UV, per poi proteggerla con ulteriori passaggi in verniciatura con un protettivo a finitura lucida o opaca; da scegliere in base al tipo di effetto estetico che si vuole ottenere.

Un nodo cruciale che ci si ritrova ad affrontare nella realizzazione di pannelli sinottici, è il raggiungimento della massima sintonia con l’ambiente circostante, sia per quanto riguarda la sua installazione o il suo alloggiamento. Proprio per questa esigenza sono differenti le lavorazioni che possiamo combinare con quanto sopra descritto: oltre ai classici fori o asole, è possibile aggiungere dei perni elettrosaldati di lunghezze e diametri variabili in base alla necessità, oppure dei fori filettati o svasati.

Altre opzioni estetiche e funzionali importanti sono le variabili relative al bordo; proprio per il principio della massima omogeneità del pannello sinottico con tutto ciò che lo circonda, è possibile optare non solo per lo spigolo vivo, o arrotondato, ma anche all’inclinazione del bordo stesso; ovvero ad angolo vivo oppure bisellato, o ancora con un bordo a toro o a mezzo toro.

Pannelli
Retroilluminati

I pannelli retroilluminati sono una particolare tipologia di pannello sinottico che viene utilizzato in ambito prevalentemente nautico, ma che può essere impiegato anche per le stesse applicazioni industriali comuni a tutti i pannelli sinottici. Il loro utilizzo finale infatti, è perfettamente in linea con tutti gli altri pannelli comandi, con l’importante differenza di essere appunto retroilluminati ed accoppiati ad un pannello frontale in materiale plastico (come ad esempio il plexiglass, ma non solo).

Il supporto in materiale plastico viene retrostampato in negativo, con il grande vantaggio di avere “all’interno” tutti gli elementi grafici, così da mantenere le stampe protette da qualsiasi rischio di danneggiamento a contatto diretto con agenti esterni.

Una volta assemblata la parte frontale con il retro luminescente, il risultato ottenuto è estremamente suggestivo, chiaro e leggibile.

Rimanendo all’interno del settore nautico; potrebbe capitare di dover ricreare, sostituire o modificare un pannello sinottico già presente sull’imbarcazione per il quale non si possiede un disegno tecnico accurato. In questo caso si procede alla progettazione e realizzazione del pezzo sostitutivo attraverso una preventiva rilevazione di una dima, ricreando ex novo, in maniera precisa e puntuale il progetto originale, dal quale poi si partirà per ricostruire il pezzo sostitutivo.

Pannelli in alluminio assemblati con mascherine in policarbonato o poliestere

Un’ottima soluzione che garantisce una grande flessibilità e sostanzialmente nessun limite tecnologico è data dall’utilizzo di due elementi distinti che vengono assemblati per restituire il pannello sinottico finito; si tratta di pannelli in alluminio assemblati con delle mascherine adesive realizzate in policarbonato o poliestere.
La base denominata anche “parte meccanica” è formata da un pannello in alluminio che a seconda della dimensione del lotto e del progetto che si deve realizzare, può essere alternativamente tagliato a laser, tramite un pantografo, o tranciato in punzonatura.

portachiavi in plexiglass con incisione laser

Parallelamente viene realizzata la “mascherina” che verrà assemblata sopra la parte meccanica con del biadesivo perfettamente laminato o fustellato e scelto in base all’utilizzo finale del pannello stesso. Anche la scelta del tipo di biadesivo rispetto ad un altro è molto vasta; ragion per cui è necessaria un’ottima conoscenza delle molteplici varietà presenti in commercio, per trovare la giusta soluzione per la destinazione d’uso che andrà a ricoprire il sinottico una volta terminato.
Per quanto riguarda le grafiche personalizzate da riportare sulle mascherine, la scelta da fare è tra l’utilizzo della stampa serigrafica oppure della stampa digitale UV. Per quanto spesso si sottolineino differenze evidenti tra le due tecnologie, a livello di resa visiva ed estetica l’utilizzo dell’una o dell’altra soluzione è pressoché indifferente, ma ci sono comunque delle situazioni in cui la scelta è obbligata da motivazioni tecniche:

incisione laser su asta graduata
  • La serigrafia è consigliata nel caso in cui gli elementi decorativi comprendano un numero limitato di colori, inoltre, dovendo realizzare un cliché serigrafico, l’incidenza dei costi di impianto sarebbe rilevante in caso di basse tirature, mentre sarebbe del tutto trascurabile, ed economica anche in termini di tempi totali di realizzazione, per lotti produttivi numerosi.
incisione laser su asta graduata
  • La stampa digitale UV va in direzione diametralmente opposta, infatti risulta molto più conveniente nel caso in cui ci siano pochi pezzi da realizzare, e non presenta alcun tipo di limite per quello che riguarda l’utilizzo di tante varianti di colore. Tuttavia non è esente da limiti; infatti nel caso in cui volessimo restituire colori cromati, argentanti o dorati su uno specifico particolare, saremmo costretti ad optare per la serigrafia.

Tastiere a Membrana in Poliestere o Policarbonato?

targhetta in legno con incisione laser

L’elemento grafico da assemblare con la parte meccanica può presentare delle variabili, relative soprattutto alla scelta del materiale.

Anche in questo caso la scelta è dettata prevalentemente da dove andrà installato il pannello finito: all’interno o all’esterno, quale tipo di sollecitazioni dirette subirà, o più nello specifico, se e quanto frequentemente sarà pulito, con quale tipologia di detergenti o prodotti chimici, ecc…

In base a tutti questi elementi si sceglierà se utilizzare un policarbonato, che ha una resistenza minore in quanto può opacizzarsi se a contatto con dei solventi, oppure propendere per il poliestere, che ha un costo maggiore, ma che è estremamente resistente e rimane sostanzialmente immutato nel tempo.

In entrambi i casi lo spessore finale della mascherina è di pochi micron, quindi una volta unito sulla base meccanica di fatto non si ha la sensazione di un prodotto assemblato, ma di un tutt’uno indivisibile tra parte meccanica, biadesivo e mascherina.

Una particolarità interessante per questo genere di pannelli, indipendentemente dal fatto che si utilizzi poliestere o policarbonato, è la possibilità di avere delle finestre lucidate, che è un effetto particolarmente ricercato in tutte quelle situazioni in cui al di sotto nel pannello sia alloggiato un touch screen o più in generale uno schermo retroilluminato.

Questa lavorazione migliora in maniera notevole la leggibilità e l’utilizzo dell’elemento sottostante, rendendo l’interazione uomo-macchina molto più semplice ed immediata.

Ulteriore elemento caratterizzante, più da un lato funzionale che estetico, è l’imbutitura, ovvero la realizzazione di piccole parti a rilievo, in corrispondenza di tasti, per l’immissione di dati o comandi alla macchina. In questo modo, anche se subisce una trasformazione, la mascherina oggetto di imbutitura mantiene una notevole resistenza alle sollecitazioni da parte dell’operatore, senza rotture.

Pannelli Verniciati e Pannelli con incisione laser, Pannelli fresati e smaltati

Un’alternativa all’utilizzo dei pannelli assemblati, è la verniciatura. Tutto quello che riguarda la parte meccanica di fatto rimane invariata, l’unica differenza è relativa all’ultima fase della personalizzazione del pannello, che viene verniciato con una tinta RAL uniforme, e nel caso in cui ci fosse la necessità di ulteriori elementi grafici si può procedere alla stampa diretta o serigrafia, condividendo le stesse logiche produttive delle mascherine in materiale plastico.

Dove i materiali lo consentono, possiamo completare i pannelli con altre lavorazioni meccaniche che possono essere l’incisione laser oppure la fresatura. Queste specifiche soluzioni vanno valutate insieme agli elementi grafici che compongono il pannello sinottico, visto che l’intento è quello di lasciare poi il materiale “nudo”.

Un esempio pratico può essere quello di pannelli sinottici in acciaio fresato e smaltato, oppure alternativamente personalizzati con incisione laser. Nel caso in cui volessimo applicare le stesse lavorazioni, non potremmo usare l’incisione laser sull’alluminio, ma solamente la fresatura e lo smalto colorato.
Nel corso degli anni si sono susseguite notevoli situazioni per le quali abbiamo trovato una soluzione, questo ci garantisce oggi un enorme bagaglio di esperienza che ci permette di poter dare il giusto apporto tecnico ed estetico ai nostri clienti anche in fase di preventivazione.

E’ molto facile notare infatti come questo tipo di prodotti sia estremamente trasversale perché comprende una moltitudine di materiali e differenti tecnologie di lavorazione, ed è quindi molto importante che la fase di progettazione e realizzazione sia seguita da soggetti competenti ed esperti.
Contattaci per informazioni e richieste di preventivo e saremo ben lieti di trovare insieme la soluzione su misura per le tue esigenze.

marco pannello sinottico fresato e smaltato
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